itinerari turistici

Eremo di Montesiepi e la Spada nella Roccia
Nei pressi dell'Abbazia di San Galgano, si mostra al viaggiatore una collina boscosa sormontata da una chiesetta romanica a pianta circolare con campanile a vela (terminata nel 1185): è Montesiepi, dove visse in solitudine e morì San Galgano. Al centro della chiesa, sorta nel luogo ove visse da eremita, vi è il masso ove il Santo avrebbe conficcato la spada in segno di pace, quando decise di abbandonare le mondanità e di ritirarsi in preghiera.

Abbazia Cistercense di San Galgano
Dell'imponente edificio, rimane solo la struttura esterna; la chiesa é completamente priva della copertura. L'Abbazia, la cui costruzione iniziò nel 1224, raggiunse il massimo splendore nel XIII secolo, nel '400 iniziò la decadenza, nel '500 l'inarrestabile rovina: nel 1577 fu rinnovata ma dal 1722 rovinò definitivamente.

Abbazia di S. Antimo
Eretta nella valle formata dai poggi Castellari e D'Arna nei pressi dell'abitato di Castelnuovo dell'Abate a circa 10 chilometri da Montalcino, ha un’origine che si perde nella notte dei tempi quando nel 781 d.C. Carlo Magno andò a Roma in pellegrinaggio da Papa Adriano I e ricevette in regalo alcune reliquie dei Santi Sebastiano e Antimo.
L'abbazia non è particolarmente affrescata anche se nella cripta c'è un pregevole Gesù che esce dal sepolcro tra due angeli. Molto bello è anche il Crocifisso ligneo che sovrasta l'altare maggiore.
Da segnalare l'acustica dell'Abbazia che è veramente fuori dal comune.

Montalcino
Sita su un colle alto circa 567 metri e posto alla destra del fiume Orcia, a circa 40 km a sud-ovest di Siena.
La sua posizione strategica sull'antica via Francigena fece si che Montalcino rapidamente acquisì la struttura della città militare con grandi mura difensive, numerosi torrioni ed una fortezza che, nonostante i molti assedi, non fu mai espugnata.
Sul borgo campeggia l'imponente Fortezza trecentesca che ingloba parte delle mura e delle torri del secolo precedente. La pianta è pentagonale con snelle torri angolari irregolari.
Cuore della cittadina è Piazza del Popolo in cui si affacciano il Palazzo Comunale eretto fra il XIII e il XIV secolo, fregiato di stemmi con la sua sottile torre in mattoni e pietra e l'ampio portico detto il "cappellaccio"; e la Loggia dello stesso periodo detta il "cappellone" prolungata nel '400 dagli archi in mattone a tutto sesto.
Poco lontano si trova la Chiesa trecentesca di S. Agostino romano-gotica.
Proseguendo si trova il Duomo neoclassico, costruito sul luogo dell'antica Pieve di San Salvatore; da qui si verso la Chiesa della Madonna del Soccorso.

Bagno Vignoni
Il nome di questo antico borgo deriva da Vignoni, castello già noto nel XI secolo, le cui tracce dominano l’altura sopra il borgo, e dalle acque termali usate fin dall’epoca romana.
Nonostante i numerosi episodi di guerra, devastazioni ed incendi che coinvolsero la Val d’Orcia nel corso del medioevo, l’assetto del borgo di Bagno Vignoni è da allora rimasto sostanzialmente immutato fino ai nostri giorni.
Il villaggio si sviluppò in una spianata, a metà fra il colle di Vignoni e la ripida gola formata dal fiume Orcia, intorno ad una grande vasca rettangolare, entro cui sgorgano le acque: questo elemento che è il futuro generatore dell’impianto del borgo e tuttora il centro del villaggio, costituisce un evidente richiamo ad alcuni aspetti propri degli impianti termali romani.
Intorno alla vasca si disposero le abitazioni, le locande ed in seguito la chiesa di San Giovanni Battista. Dalla vasca, oltrepassato un ponte porticato, le acque raggiungevano le terme e poi andavano ad alimentare una serie di mulini disposti sul ripido ciglio degradante verso il fiume che oggi è possibile visitare grazie. ad un risanamento conservativo dell’area, recentemente effettuato dal Comune di San Quirico d’Orcia (Parco dei mulini).

Bagni San Filippo
La piccola località termale è sita tra il paesaggio cretoso della Valdorcia e il Monte Amiata ricco di boschi e di sorgenti. Il luogo si presenta suggestivo per i bianchi depositi calcarei formati dalle acque sui quali è adagiato il paese, che formano caratteristiche cascate affacciate sul Fosso Bianco.

San Quirico d'Orcia
Siamo in Valdorcia (Val d'Orcia) presso l'antica Stazione di tappa della via Francigena conosciuta come San Quirico.
Situata a circa due giorni di marcia a sud di Siena (circa 60 km lungo l'attuale Cassia), San Quirico d'Orcia è uno dei paesi che meglio ha saputo conservare, anche grazie ai recenti restauri, la sua origine medioevaleIl borgo di san Quirico conserva ancora quasi intatte le mura medioevali orlate da 14 piccole torri difensive di cui appunto la Torre ai Cappuccini è la più bella.
Terminata la loro funzione difensiva sotto alcune di queste torri sono stati creati gli "Horti Leonini", un parco pubblico con all'interno un bel giardino all'italiana.
Palazzo Chigi, con davanti il bel pozzo e la chiesa della Collegiata del XII secolo, realizzata sopra la pieve paleocristiana di Osenna (VI secolo) è fuor di dubbio una meta da non mancare. Al suo interno c'è un importante coro ligneo intarsiato da Antonio Barili. Completano la visita a San Quirico le chiese di San Francesco e Santa Maria e l'Ospedale della Scala.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
L'abbazia fu fondata nel 1319 dal nobile senese Bernardo Giovanni Tolomei insieme a Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini. L'abbazia è costituita da un complesso di edifici largamente rimaneggiati in età rinascimentale e barocca. Oltrepassato l'avamposto fortificato, un viale di cipressi conduce alla chiesa abbaziale, una costruzione tardo-gotica fatta erigere dall'abate Ippolito di Giacomo da Milano nel 1399-1417. L'interno dell'edificio, a pianta a croce latina ad unica navata, è stato rinnovato in eleganti forme tardo-barocche nel 1772 da Giovanni Antinori; vi si trovano opere di intaglio di Fra' Giovanni da Verona. Nel maggiore dei tre chiostri quattrocenteschi vi è il ciclo di affreschi raffigurante, in trentasei scene, la vita di San Benedetto. Dalla biblioteca - realizzata nel 1516 da Fra' Giovanni da Verona e contenente circa 30mila esemplari tra volumi, codici e incunaboli - si accede alla farmacia, che conserva i vasi del XVIII secolo in cui erano racchiuse le erbe medicinali con cui venivano ricavati liquori, tuttora prodotti dai monaci.

Murlo
Piccolo, isolato e antichissimo borgo medioevale, posto su un colle che domina il torrente Crevole, cinto da mura del XII secolo: la costruzione recente di una fila di case non ha toccato il nucleo originario.
Il territorio del comune di Murlo si estende sulle Colline Metallifere, in parte sul versante sinistro della valle del fiume Merse e in parte sul versante destro della valle dell'Ombrone. Fin dall'età medievale le risorse del territorio di Murlo, poco popolato, sono state legate all'agricoltura e all'utilizzo del bosco. Oltre all'attività agricola, che oggi da vino e olio di elevata qualità, in passato, l'economia della zona fu legata anche alle miniere di lignite, rimaste attive fino alla metà del '900. A testimonianza di tale attività estrattiva, in cui erano impiegati fino a trecento minatori, è stato creato un percorso didattico, "il sentiero delle Miniere" che, seguendo l'antica ferrovia costruita lungo il corso del torrente Crevole per trasportare il carbone fino ai luoghi di utilizzo, illustra con poster e cartine, gli aspetti storici e naturalistici della zona.

Pienza
E’ un superbo, insuperato esempio di pura architettura rinascimentale.
Il villaggio, chiamato Corsignano, proprietà della famiglia Piccolomini, aveva dato i natali ad Enea Silvio Piccolomini che diverrà papa con il nome di Pio II nel 1458. Poco dopo la salita al soglio pontificio, Papa Pio II incaricò l'architetto Bernardo Rossellino di trasformare il suo luogo natale in una vera e propria città
Tutti gli edifici più importanti di Pienza sono raggruppati nella piazza centrale, dedicata proprio a Pio II e disegnata secondo criteri prospettici rigorosi: sul fondo si erge il duomo. Sulla sinistra si trova la casa dei canonici, sede del Museo d'Arte Sacra e l'antico Palazzo dei Priori, oggi completamente ristrutturato. Sulla destra si erge invece il Palazzo Piccolomini, antica sede papale considerata il capolavoro rosselliniano. Da non perdere la fronte meridionale dell'edificio, costituita da tre loggiati sovrapposti da cui è possibile ammirare tutta la valle sottostante la città.

Buonconvento
Lungo un tratto pianeggiante della via Cassia, presso il punto di confluenza del torrente Arbia con il fiume Ombrone, giace il borgo di Buonconvento, frazione urbana della via Francigena. Racchiuso nella pianta rettangolare conferitale dalla cinta muraria costruita, usando mattoni in cotto, dai Senesi nel 1371 e ancora in gran parte intatta, Buonconvento conserva di questa la monumentale porta settentrionale o senese, rivolta al capoluogo, molte torri rompitratta e d'angolo e gran parte del coronamento decorato con archi a tutto sesto sorretti da beccatelli a sporgere. Sede di podesteria fin dal 1270, la cittadina possiede anche un bel palazzo comunale sulla cui facciata si distinguono gli stemmi di ben 25 podestà.
Numerosi, infine, i castelli sparsi sul territorio circostante, come il fortilizio ultramillenario di Bibbiano Guiglieschi, la torre di Bibbiano e il grande complesso architettonico di Castelnuovo Tancredi.